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Archive for the ‘Recensioni’ Category

ARTISTA Ghemon Scienz

TITOLO La Rivincita Dei Buoni

GENERE Hip Hop (Italia)

USCITA 2007

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È con “Ogni parte di me” che parte il nuovo disco di Ghemon Scienz, il primo ufficiale dell’mc avellinese. Dj Impro, beatmaker dei Migliori Colori suona per l’occasione note ritmiche, che introducono a quelle soffuse, filo conduttrice di una narrazione onirica che trascina fino all’ultima canzone. È dopo questa introduzione che il meditativo Ghemon si affida alle mani dell’ anglo-romano Mr. Phil, per confezionare una traccia dai bassi cupi e caldi. “Su e Giù” è la narrazione di un’ansia di ricchezza, è l’eternarsi di quel quarto d’ora di fama che molto cercano, persi nella vita delle grandi metropoli. Ma non sono solo italiane le mani posate su questo disco ed è la terza traccia, “Una Vita Nel Giorno Di Ghemon”, che ce lo conferma, affidando le produzioni a 20syl, produttore dei francesi Hocus Pocus. Le strofe, uno story telling su una normale giornata nella vita dell’artista, si alternano a ritornelli in cui un coro solare miscela le sue note con scratch che, se ben fatti, danno sempre un qualcosa in più alla canzone. Lo sguardo dell’mc è cinematografico, coglie i tratti di una realtà metropolitana ben dipinta, tra volti e luoghi lontani dalle tipiche atmosfere urbane. La linea di basso porta alla memoria, per somiglianza, qualche produzione di Dj Shocca e la traccia si conclude come si conclude una giornata, sfumando i suoni dell’organo elettrico su una buona notte. Il discorso si riapre con un Donuts che confeziona una base ad alto contenuto ansiogeno, permettendo al poliedrico artista di mettere in scena le angosciate veglie di chi aspetta una chiamata che non arriva. La base ossessiva ben rende il concetto e ancora una volta, implicitamente, Ghemon ci conferma di voler trattare argomenti in grado di essere compresi da tutti, senza lasciarsi andare ai soliti cliché di genere. Donuts passa poi il testimone a Fid Mella che, con due basi ben curate, ci conduce attraverso “Ancora” e “Che Flash”. La prima una traccia che vede la collaborazione sul ritornello di un reggaeggiante Gialloman, in un inno alle donne e alla loro complicatezza, mentre la seconda è una delle tracce più movimentate dell’altrimenti pacato album. Sulla traccia 7 un ottimo Dj Tsura, esponente di rilievo del djing italiano, aiuta Sumo nella composizione di una traccia dal titolo enigmatico “La Politica Del Tempo (Johnny)”, che in realtà nasconde una accorata narrazione della vita stessa dall’artista, dalla partenza da una realtà di provincia, all’approdo alla metropoli romana, toccando temi sociali come la spersonalizzazione dell’uomo nel caos della vita moderna ( “partito dal posto in cui sei Giovanni al posto in cui sei milioni”). Mr. Phil si occupa della successiva “Penso A Te”, una canzone dai suoni quasi ambient, coronata dalla collaborazione con un Al Castellana stupendamente ispirato e di una “Voglio Essere Libero”, chiara nei suoi intenti già dal titolo. Una piuttosto tecnica “Fattore Inatteso”, porta verso “Amore”, che affida a Frank Siciliano la canzone forse più orecchiabile dell’album, a prescindere dall’ottimo testo. La titletrack, “La Rivincita Dei Buoni”, è affidata invece alle macchine di Dj Shocca, sulla cui base Ghemon confeziona un pezzo contro la logica gangsta imperante troppo spesso nell’hip hop. Scorre tranquilla “Se Il Problema Fossi Io”, così come “Amare…O Lasciare Andare”, portando a “Grande”, altra produzione di un sempre ispirato quanto malinconico Shocca. Sulla traccia successiva fa la sua comparsa l’olandese Pete Philly, produce il canadese Marco Polo. Le ultime tracce scorrono piacevolmente, ma in fretta. La vera sorpresa è outro, un pezzo quasi parlato, poetico, slam poetry più che rap.


 

1. Ogni Parte Di Me (prod. Impro)

2. Su E Giù (prod. Mr. Phil)

3. Una Vita Nel Giorno Di Ghemon (prod e scratch 20Syl)

4. Chiamami (prod. Donuts)

5. Ancora (prod. Fid Mella)

6. Che Flash (prod. Fid Mella)

7. La Politica Del Tempo (Johnny) (prod. Sumo, scratch dj Tsura)

8. Penso A Te (con Al Castellana, prod. Mr Phil)

9. Voglio Essere Libero (prod. Mr Phil)

10. Fattore Inatteso (con Hyst, prod. Donuts)

11. Amore (prod. E ritornello Frank Siciliano)

12. La Rivincita Dei Buoni (prod. e scratch Dj Shocca)

13. Se Il Problema Fossi Io (prod. Dunuts)

14. Amare…O Lasciare Andare (prod, Fid Mella)

15. Grande (prod. Dj Shocca)

16. Avrei Bisogno Di Un Divano (con Pete Philly, prod. Marco Polo)

17. Fino A Qui Tutto Bene (prod. Fid Mella, scratch Dj Tsura)

18. Piccole Cose (prod. Beniamino

19. Outro – Ghost Track Fuori Dal Finestrino (prod. Dj Shocca & Frank Siciliano)

Il disco è decisamente uno dei migliori dell’anno, destinato a rimanere a lungo negli stereo. Se proprio vogliamo trovare un difetto, alcune basi suonano eccessivamente simili e quasi ottanta minuti di disco sono una sfida difficile, se si vuole ascoltare tutto con l’attenzione che ogni traccia meriterebbe. È un disco notturno, ipnotico, da ascoltare nel buio della notte, da cui farsi accompagnare guidando.


In attesa di un video dal nuovo album, credo che Qualcosa Cambierà, pezzo dell’album precedente possa essere un buon esempio della musica contenuta nel disco. Potete trovare il promo dell’album su www.ghemonscienz.com


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ARTISTA Fabolous
TITOLO From Nothin’ To Somethin’
GENERE Hip Hop (Usa)
USCITA 2007
14 Tracce più una bonus track, dal titolo “This Is Family“. Molte tracce sono ben assestate su un fronte Dirty South, che oramai pare imperante anche a New York. Si parte alla grande con una “Intro”, davvero degna di un ascolto, per la base giocata su sinth sporchi, che per certi versi potrebbe ricordare la “Standing Ovation” di Joung Jeezy.
“Yep, I’m Back” è una degna track 2, che non stanca l’orecchio e si fa ascoltare senza troppi problemi.
Inizia promettente “Change Up“, con la collaborazione di un Akon, che non stona sul ritornello, ed una produzione che esalta assoli di trombe e pizzichi di organo su percussioni potenti. In “Make Me Better” fa capolino un Timbaland che non stupisce più, forse per l’indigestione di pezzi che si sono sentiti negli ultimi tempi, ma che comunque mostra un Fabolous abbastanza in forma, il tutto coronato da un ritornello di Ne-Yo, mentre in “Baby Don’t Go“, fa mostra di sè l’ennesima collaborazione di un T-Pain gramigna che diventa impossibile non trovare su qualsiasi cd di una certa importanza (almeno monetaria). Comunque la base ipnotica non è eccessivamente noiosa e le rime sono ben giocate, per quanto il ritornello a mio avviso rovini il sapore delle barre. Il mio giudizio è però influenzato dal fatto che certo r’n’b mi suona oramai monotono e poco ascoltabile. “Return Of The Hustle” suona più ricercata delle tracce precedenti, con un Just Blaze, mai troppo originale ma sempre apprezzabile.
Assolutamente degna di nota la base usata per “Gangsta don’t play“, dove a un Fabolous on the line si alterna un cantato di Junior Reid veramente azzeccato. La base si fonde perfettamente con lo stile vocale leggermente strascicato dell’mc newyorkese e al loop di organo si uniscono percussioni che possono ricordare quelle di Runaway Love di Ludacris. Per i più smaliziati sono chiaramente riconoscibili i suoni di Stranded On Death Row, dal primo album di Dr. Dre.
La Traccia successiva, “Real Playa Like”, pur mantenendosi su battiti piuttosto crudi, smorza i toni con un cantato R’n’b di Lloyd e qualche spruzzata di sinth non troppo carichi qua e là, ma serve più che altro per aprire la strada ad una “First Time” che ci mostra una Rihanna, a mio parere, più in forma che non sul suo ultimo “Good Girl Gone Bad
Tranquillamente skippabile una “Diamonds” che oltre al featuring di Jeezy non mostra elementi degni di nota. Indubbiamente un pezzo che potrebbe funzionare nei club, ma più semplicemente l’ennesima anthem Dirty South, neppure eccessivamente originale. Da “Brooklyn” l’ascoltatore si aspetterebbe qualcosa di più, se non altro perchè Fab parla di casa propria. Comunque da segnalare un feat di Jay-Z, quanto mai ritardo dal paventato ritiro, che risolleva le sorti del pezzo, sebbene non i troppo. Il ritornello, “cantato” dallo stesso Fab, fa chiedere il perchè di una scelta di questo tipo, se il risultato sono barre completamente stonate anche per il peggior pezzaccio gangsta. Migliore la strofa di Uncle Murda, La traccia ci conduce verso una “I’m The Man”, che sembra reggere confronto con il resto dell’album, se non altro per la base, che si distacca leggermente da suoni già troppo usati, ricordando certe produzioni techno trance fine anni 90. “Joke’s On You” non suona poi così male e ci porta verso una “What Should I Do” che, nel mortorio south del disco, sembra una boccata d’aria fresca, di cui si sentiva il bisogno. Il ritornello di Lil’ Mo ricorda forse eccessivamente la regina Mary J. ma tutto sommato ci sta. I quasi 5 minuti di canzone conducono verso una “This Is Family” bonus track francamente evitabile, che suona più come riempitivo che come regalo agli ascoltatori.Per riassumere, se siete fan di F.A.B. o del genere dirty south, o alla ricerca di dischi non troppo distanti dalle mode del periodo, potrebbe piacervi. Se dall’hip-hop cercate qualcosa di più o suoni più prettamente hip-hop, allora rivolgete altrove le vostre ricerche.

1) Intro (7/10)
2) Yep I’m Back (6/10)
3) Change Up ft. Akon (7/10)
4) Make Me Better (6.5/10)
5) Baby Don’t Go (5/10)
6) Return of The Hustle (5.5/10)
7) Gangsta Don’t Play (8.5/10)
8) Real Playa Like (6.5/10)
9) First Time (6/10)
10) Diamonds (4.5/10)
11) Brooklyn (5/10)
12) I’m The Man (6.5/10)
13) Joke’s On You (7/10)
14) What Should I Do? (7/10)
15) This Is Family (*) (4/10)

TOT = raggiunge appena la sufficienza, con picchi di eccellenza e momenti di calo impressionanti.

Recensione di TMonk

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Mutya Buena grande successo anche senza sugababes:

Forse il nome non vi dirà niente però Rosa Isabel Mutya Buena ha già pubblicato 4 album con le “sugababes,che alla fine del 2005 ha lasciato per divergenze con le altre compagne.Dopo quasi 2 anni di silenzio torna con un album intitolato “Real girl” da qui prende il nome anche il primo singolo (la base è simile a quella di una canzone di Lenny Kravitz “It Ain’t Over ‘Til it’s Over”).In seguito pubblica altre 2 canzoni “song 4 Mutya (out of control)” con la collaborazione dei groove armada e “This is not (real love)” con Gorge michael.
Per il 30 dicembre è atteso il singolo “B boy baby” che,anche in questo caso,vedrà la collaborazione di Amy Winehouse.

Di seguito troviamo alcuni pezzi maggiormente cupi e riflessivi: si inizia con “Strung Out”, che tratta di problematiche concernenti la dipendenza da eroina e costituisce uno dei picchi emozionalmente più intensi dell’intero disco, per proseguire poi con “It’s Not Easy” – dedicata alla piccola Thalia, la figlia di due anni di Mutya – e concludersi con la tenebrosa “Suffer For Love”. Ritroviamo invece una vena più allegra e spensierata in “Not Your Baby”, il brano probabilmente più affine allo stile sensuale e provocante delle Sugababes, e soprattutto in “B-Boy Baby”. In questo pezzo, che utilizza un sample tratto dalla celebre canzone “Be My Baby” delle Ronettes (gruppo femminile americano degli anni Sessanta) , la conclusiva “My Song” dedicata a tutti coloro che nel corso della propria vita si trovano ad affrontare un periodo piuttosto difficile, ma non demordono e con coraggio e forza d’animo si risollevano tornando di nuovo a gioire….

TRACKLIST

1. Just A Little Bit
2. Real Girl

3. Song 4 Mutya (Out Of Control) – featuring Groove Armada
4. Breakdown Motel
5. Strung Out
6. It’s Not Easy
7. Suffer For Love
8. Not Your Baby
9. Wonderful
10. B-Boy Baby – featuring Amy Winehouse
11. This Is Not (Real Love) – featuring George Michael
12. Paperbag
13. My Song

A mio parere è molto bello!(il prezzo è intorno ai 15,50 €) .

Recensione fatta da il “Pirata90”

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